L’AUMENTO DI CAPITALE

di csifinanza, 10 marzo 2008, ore 18:30
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La Cuba

Gli aumenti di capitale

L’aumento di capitale è un atto di carattere straordinario che si realizza o con la modifica del patrimonio netto (aumento a pagamento) o con la semplice imputazione di riserve o fondi di (aumento gratuito). In entrambi i casi l’aumento può aver luogo con l’emissione di nuovi titoli o con l’incremento delvalore nominale delle vecchie azioni.
I titoli devono essere offerti in opzione ai soci per consentirgli di mantenere la quota di partecipazione o di essere compensati dalle eventuali perdite patrimoniali conseguenti all’operazione .
A ciascun partecipante competono tanti diritti quante sono le azioni possedute.
• Il diritto d’opzione consente ai vecchi azionisti di mantenere inalterata la % di partecipazione al capitale sociale.
• Il diritto d’opzione compensa, in tutto o in parte, l’azionista che non sottoscrive da eventuali perdite patrimoniali subite per l’operazione sul capitale.
Esempio
La società A ha il capitale sociale suddiviso in 100 quote dal valore nominale di 10 eu e quotate al prezzo di 20 eu.
Capitale sociale = 1.000 eu
n.titoli = 100
valore nominale unitario = 10 eu
prezzo = 20 eu
valore di mercato del capitale sociale = 2.000
La società decide di raddoppiare il capitale sociale (1 azione “nuova” ogni “vecchia”) con una emissione di 1.000 nuovi titoli al prezzo di 15 eu.
Aumento di capitale
n. nuove azioni = 1000
valore nominale unitario = 10 eu
prezzo di emissione = 15 eu
Dopo l’aumento di capitale, in equilibrio, il prezzo di mercato del titolo è di 17,5 eu :
[(n.azioni vecchie x prezzo) + (n.azioni nuove x prezzo di sottoscrizione)] / n.totale azioni =
[(1.000 x 20) + (1.000 x 15)] / 2.000 = 17,5 eu
Dopo l’aumento di capitale si ha:
Capitale sociale = 2.000 eu
n.titoli = 200
valore nominale unitario = 10 eu
prezzo = 17,5 eu
valore di mercato del capitale sociale = 3.500
Prima dell’operazione sul capitale, l’azionista B possedeva una quota del 10% .
Azionista B
n. titoli = 10
valore della partecipazione = 200 eu
% di partecipazione ( in valore) = (200 / 2.000) = 10%
1° caso – l’azionista decide di mantenere la quota di partecipazione del 10% e sottoscrive l’aumento di capitale ( 10 nuove azioni al prezzo di sottoscrizione di 15) esercitando il diritto d’opzione.
Azionista B
n.titoli = 20
valore della nuova partecipazione = (15 x 10) = 150
valore totale della partecipazione = (“vecchia” + “nuova”) = 350
% di partecipazione ( in valore) = (350 / 3.500) = 10%
2° caso – l’azionista decide di non fare l’aumento di capitale .
Azionista B
n.titoli = 10
valore totale della partecipazione = (10 x 17,5) = 175
% di partecipazione ( in valore) = (175 / 3.500) = 5%
Se l’azionista non fa l’aumento di capitale vede diminuire il valore % della partecipazione e subisce una perdita patrimoniale di 25 eu.
Azionista B
valore della partecipazione ante aumento di capitale = (10 x 2) = 200 eu
valore della partecipazione post aumento di capitale = (10 x 17,5) = 175 eu
L’azionista che non sottoscrive, recupera, in tutto o in parte, la perdita vendendo il diritto d’opzione a chi, già azionista o vuole diventarlo, desidera fare l’aumento.
Se il diritto quota 2,5 eu, l’azionista non subisce alcun danno.
Azionista B
valore della partecipazione post aumento di capitale = (10 x 17,5) = 175 eu
ricavo vendita diritto d’opzione = (10 x 2,5) = 25 eu
L’esempio chiarisce che:
• il vecchio azionista, che non sottoscrive, subisce una perdita patrimoniale se il prezzo di sottoscrizione delle nuove azioni è inferiore a quello di mercato ( 15 eu contro 20 eu)
• il vecchio azionista è pienamente compensato se cede il diritto d’opzione ad un valore pari alla differenza tra il prezzo di mercato ex-ante e quello d’equilibrio ex-post dell’azione ( 2,5 = 20 – 17.5).
La negoziabilità dei diritti consente a chi non è azionista o desidera incrementare la partecipazione di realizzare l’obiettivo. I diritti delle società quotate sono scambiati in borsa ¹dal primo giorno di quotazione ex dell’azione.
Si definisce quotazione ex, il prezzo privo del diritto d’opzione e dunque, chi acquista un’azione ex non partecipa all’aumento di capitale ².
• L’azione quota cum se il prezzo comprende il diritto d’opzione.
• L’azione quota ex se il prezzo non comprende il diritto d’opzione.
Il diritto d’opzione può essere escluso se lo richiede il superiore interesse della società ³. L’esclusione è deliberata dall’assemblea straordinaria a maggioranza qualificata. Alcuni casi tipici di esclusione del diritto sono:
• gli aumenti di capitale destinati a creare il flottante per essere ammessi alla quotazione,
• gli aumenti di capitale destinati alla distribuzione di azioni ai dipendenti,
• gli aumenti di capitale destinati a rendere possibili operazioni di fusione o a consentire l’ingresso di un socio ritenuto strategico.
Il diritto d’opzione vale ( la sua parità teorica è maggiore di zero), se il prezzo di emissione è inferiore alla quotazione corrente. In tale ipotesi, il nuovo prezzo d’equilibrio (o teorico) del titolo è minore della sua quotazione ante l’aumento di capitale; la differenza esprime il valore d’equilibrio o teorico del diritto.
• La parità teorica è maggiore di zero, se il costo di sottoscrizione del titolo è inferiore alla sua quotazione cum.
DO pt > 0 se CS < PA cum
• Se il costo di sottoscrizione è inferiore alla quotazione cum anche il prezzo ex d’equilibrio è minore della quotazione cum.
PA ex < PA cum se CS < PA cum
Il secondo punto chiarisce perché dopo l’aumento del capitale, la quotazione del titolo è minore di quella antecedente l’inizio dell’operazione. La flessione, a parità di altre condizioni, ha origine nella prassi di emettere titoli a un prezzo inferiore alla quotazione cum. Il limite inferiore posto dall’ordinamento è il valore nominale per evitare “l’annacquamento del capitale”: il capitale sociale in bilancio ha un valore che non corrisponde alla somma incassata dalla società emittente.
Prof. F.Caparrelli

Esempio di aumento di capitale

Prezzo cum ante aumento di capitale = 20 eu
Prezzo d’emissione = 15 eu
Nuovo prezzo d’equilibrio post aumento di capitale = 17,5
Valore teorico del diritto d’opzione = prezzo cum ante aumento – nuovo prezzo d’equilibrio post aumento di capitale = (20 – 17,5) = 2,5 eu
Se il prezzo d’emissione (20 eu) coincide con quello ante aumento (20 eu), il nuovo prezzo d’equilibrio post aumento (20 eu ) è uguale a quello ante e il diritto d’opzione vale zero
Conoscere la parità teorica (DOT) aiuta a decidere se cedere il diritto ed acquistare l’azione ex oppure, se conviene esercitare la prelazione. Se il diritto quota (DO) sopra la parità teorica (DOT), il socio vende e acquista l’azione . Allo stesso modo, il non socio che desidera possedere l’azione, non acquista la prelazione e negozia il titolo nel mercato. Le indicazioni sono opposte se il diritto quota sotto la parità.
Esempio
DOT = valore di parità teorica del diritto d’opzione = 2,5 eu
DO = prezzo di mercato del diritto d’opzione = 2,8 eu
CS = costo di sottoscrizione della nuova azione = 15 eu
PA = prezzo di mercato delle azioni = 17,5 eu
Il prezzo di mercato del diritto è maggiore della parità teorica :
DO > DOT
2,8 eu > 2,5 eu
Il socio vende il diritto e acquista l’azione sul mercato. La scelta riduce il costo di acquisizione del titolo (14,7 eu) sotto il costo di sottoscrizione (15 eu).
costo acquisizione nuova azione:
• in caso di esercizio del diritto —> 15 eu
• in caso di cessione del diritto e acquisto dell’azione —> (17,5 – 2,8) = 14,7 eu
Il “non socio”acquista l’azione e non il diritto. La scelta riduce il costo di acquisizione del titolo (17,5 eu) ad una somma inferiore al totale del prezzo del diritto (2,8 eu) e del costo di sottoscrizione (15 eu).
costo acquisizione nuova azione:
• in caso di acquisto del diritto e sottoscrizione —> (2,8 + 15) = 17,8 eu
• in caso di acquisto dell’azione nel mercato —> 17,5 eu
Per determinare la parità teorica o valore d’equilibrio del diritto è necessario considerare che le ” vecchie” e le “nuove” azioni attribuiscono diritti identici ( sono “la stessa cosa”) e, quindi , devono avere un unico prezzo ex. Se così non fosse si potrebbe realizzare un profitto con un semplice arbitraggio: si vende quella con la quotazione maggiore e si acquista quella con il corso di borsa inferiore.
Immutate le altre condizioni, si può stimare il prezzo ex ponderando il prezzo delle “vecchie” azioni con il costo di sottoscrizione delle “nuove”.
PTA ex = [(NVA x PA cum ) + (NAN x CS)] / (NAV + NAN)
Con:
PTA ex = prezzo teorico dell’azione dopo l’aumento di capitale (l’azione è priva del diritto d’opzione)
NVA = numero di azioni “vecchie” (esistenti prima dell’aumento di capitale)
PA cum = prezzo di mercato dell’azione prima dell’aumento di capitale (l’azione ha il diritto d’opzione)
NAN = numero di azioni “nuove” (emesse)
CS = costo di sottoscrizione delle azioni emesse
Il valore d’equilibrio o parità teorica del diritto può essere ottenuto in due diversi modi:
• come differenza tra PA cum e PTA ex
• come differenza tra PTA ex e CS, per il valore del rapporto (NAN / NAV)
DOT = PA cum – PTA ex
DOT = (PTA ex – CS)(NAN/NAV)
Con i dati dell’esempio si ha:
PTA ex = [(100 x 20) +(100 x 15)] / ( 100 + 100) = 17,5 eu
DOT = (20 – 17,5) = 2,5 eu
DOT = (17,5 – 15)(1/1) = 2,5 eu
Il caso svolto riguarda un aumento a pagamento; spesso le operazioni sono miste nel senso che l’emittente offre più ” prodotti” e anche quando si tratta di un solo tipo di azioni può collocare una parte del totale gratis. In questi casi, la valutazione del prezzo ex e della parità teorica si complica per il numero dei valori da stimare ( uno per ciascun prodotto) e per la necessità di introdurre alcune ipotesi. In ogni caso, il prezzo ex è la media ponderata di quotazioni e costi di sottoscrizione e il diritto globale è la somma dei singoli diritti corrispondenti a ciascun “prodotto”.
Nel caso di un aumento misto, in parte a pagamento e in parte gratuito si ha:
PTA ex = [(NAV . x PA cum ) + ( NAN pag. x CS) + (NAN gr x 0)] / (NAV + NAN pag + NAN gr )
DOT(pag.) = (PTA ex – CS)(NAN pag / NAV)
DOT(gr.) = (PTA ex )(NAN gr / NAV)
Prof. F.Caparrelli

Esempio di Aumento di capitale misto

· Aumento di capitale con offerta di 1 azione nuova ogni 2 vecchie possedute a 8 eu e di 1 nuova ogni vecchia posseduta gratis. Il diritto gratuito non è negoziabile. Il valore nominale dell’azione è 5 eu.
azione ex diritto pag. diritto gr. Azione cum
9,2 0,6 9,2 19
9,6 0,8 9,6 20
10 1 10 21
Per disporre, dopo l’aumento, di un numero intero di azioni, è necessario possedere almeno due azioni “vecchie”. Se si considera il prezzo cum di 20 eu , si ha:
PTA ex = [(2 x 20) + (1 x 8 ) + (2 x 0)] / (2 + 1 + 2) = 9,6 eu
Stimato il prezzo teorico dell’azione ex, si devono calcolare due diritti, quello relativo all’aumento a pagamento e quello gratuito. In effetti, il socio ha la facoltà di partecipare sia all’una che all’altra parte dell’operazione sul capitale; se decide aderire solo all’aumento gratuito cede il diritto a pagamento. Si noti che il diritto gratuito non è negoziabile; il socio ritira le azioni gratuite e, se vuole, le cede sul mercato .
DOT(pag.) = (9,6 – 8)(1 / 2) = 0,8
DOT(gr.) = (9,6)(1 / 1) = 9,6
DOT(tot) = 0,8 + 9,6 = 20 – 9,6 = 10,4 eu
Il giorno x, il diritto a pagamento quota 0,7 corrispondente ad un prezzo teorico ex di 9,4 eu contro un prezzo di mercato di 9,5 eu. Cosa significa tutto ciò? Ed ancora prima, come si ottiene il valore teorico dell’azione corrispondente alla quotazione del diritto?
L’equazione di partenza è quella che esprime la parità teorica con l’incognita di PTA ex .
0,7 = (PA ex – 8)(1 / 2)
Si risolve rispetto a PTA ex .
PA ex = [8 + 2(0,7)] = 9,4
Il prezzo di mercato dell’azione è maggiore del prezzo teorico ex e il diritto a pagamento è sottoquotato. Se si vuole partecipare all’aumento di capitale, conviene esercitare o comprate il diritto piuttosto che acquistare l’azione nel mercato
• costo della partecipazione all’aumento di capitale a pagamento
(numero diritti x prezzo di mercato del diritto) = (2 x 0,7) = 1,4 eu
( numero azioni x costo di sottoscrizione) = (1 x 8 ) = 8
costo totale = 9,4 eu
La quotazione di mercato dell’azione è 9,5 eu
La conclusione è ancor più immediata se si stima la parità teorica.
D0T(pag.) = (9,5 – 8)(1 / 2) = 0,75
La parità teorica (0,.75 eu) è superiore al prezzo di mercato (0,7 eu), il diritto è sottoquotato e conviene sottoscrivere.
Più complessi sono i casi in cui sono offerte obbligazioni convertibili e/ o di warrants. Nella prima ipotesi, il sottoscrittore può, entro una data scadenza e secondo un determinato rapporto, avere l’azione in cambio della convertibile che cessa di esistere. Nel caso del warrant, il risparmiatore possiede un’opzione che gli attribuisce la facoltà di acquistare l’azione ad un prezzo stabilito, entro una determinata scadenza e secondo un dato rapporto.
La decisione di se e quando convertire o esercitare il warrant compete all’investitore, quindi non è possibile conoscere con certezza, alla data dell’operazione sul capitale, il totale delle azioni collocate ne valutare con precisione il valore delle due attività, a meno di introdurre alcune ipotesi semplificatrici:
• le obbligazioni sono convertite immediatamente, i warrants sono esercitati alla scadenza.
• Il costo di sottoscrizione delle convertibili è versato immediatamente, il prezzo di esercizio dei warrants alla loro scadenza.
Il primo esempio riguarda un aumento di capitale con azioni e convertibili, il secondo un operazione con emissioni di azioni, convertibili e warrants.
Prof. F.Caparrelli

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  1. ATTENZIONE siamo vicini alla quota 2,315-minimo fatto il 25 maggio 2006.Alla rottura di questo si potrebbe aspettarlo al livello 2,2310 dove il titolo si è fermato in data 22 marzo 2002.Voi cosa ne pensate? ciao

  2. posseggo 1000 azioni unicredit cosa succede all’aumento di capitale di fine anno ? devo tirar fuori altri soldi ? grazie

  3. In caso di aumento di capitale ti saranno assegnati dei diritti in rapporto al numero di azioni possedute.
    Questi diritti puoi venderli al mercato o tenerli per acquistare nuove azioni.
    le formule per la convenienza dell’operazione le puoi trovare nell’articolo da me postato.
    Ciao
    Bac

  4. il prezzo delle nuove azioni, in un ADC, quindi non è mai inferiore al prezzo nominale delle azioni ?

    nel caso di fiat, il prezzo nominale delle azioni è 5 euro. eventuali ADC non saranno mai inferiori a 5 euro, è così ?

  5. una domanda importante…..

    ma se io non aderisco all’aumento di capitale (eurofly..) vendendo cioè i diritti associati alle azioni nei termini, posso comunque subire l”infausto” risultato dell’aumento di capitale sul valore medio d’acquisto delle azioni? (dopo l’aumento di capitale il valore medio di acquisto delle mie azioni è sceso vertiginosamente…)
    rispondetemi.!!! per favore.
    grazie

  6. Il prezzo per azione sarà diminuito in rapporto al valore dei diritti dati…
    Bac

  7. Posseggo delle azioni unicredit, vorrei sapere a seguito del prossimo aumento di capitale cosa possa succedere in termini economici, mi spiego.
    le nuove azioni e i diritti che mi saranno dati possono essere venduti anche separatamente (prima i diritti e dopo anche qualche giorno le azioni – visto che non intendo aderire all’aumento di capitale per mancanza economica), se vendo i diritti, riesco a recuperare l’eventuale perdita economica, e se a seguito della vendita dei diritti ottengo comunque anche se non ho aderito all’aumento di capitale le 3 azioni gratuite ogni 20 possedute, grazie per la gentile e cortese risposta

  8. @cost.
    Al massino lunedì prima dell’apertura ti verranno inseriti nel tuo postafoglio i diritti che sono negoziabili separatamente dalle azioni, quindi potrai venderli dal 11 al 22 gennaio 2010. Se vendi i diritti non potrai ovviamente esercitarli quindi non avrai le 3 azioni ogni 20 che non sono gratuite ma hanno un costo unitario di €1,589.
    I prezzi stabiliti per l’apertura di lunedì mattina al momento sono 2,3025 per le azioni e 0.11 per i diritti.
    Buona domenica.
    meoww

  9. ma i diritti di opzione assegnati a seguito di un aumento di capitale li posso vendere/comprare solo sul mercato?
    o anche, diciamo, a trattativa privata e fuori mercato (tipo, per intenderci, le azioni “ai blocchi”?)

  10. se uno non aderisce all’aumento e non vende i diritti,cosa succede?

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