Il titolo della settimana. Astaldi. 2002-2015

L'eccellenza italiana nel mondo

di nysedow, 28 novembre 2015, ore 16:32
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e’ uno dei principali General Contractor italiani e tra i primi 100 a livello mondiale nel settore delle costruzioni, in cui opera anche come promotore di iniziative in project finance e concessione. Attivo da oltre 90 anni, ha realizzato opere in oltre 40 Paesi nel mondo e si propone al mercato sviluppando iniziative complesse e integrate (progettazione, costruzione, gestione), con una expertise solida e risorse umane altamente specializzate.
Quotata in Borsa dal 2002, ha chiuso il 2014 con un portafoglio ordini totale superiore a EUR 28 miliardi, un fatturato consolidato di oltre EUR 2,7 miliardi e piu’ di 9.600 dipendenti. I settori di riferimento per la sua operativita’ sono le Infrastrutture di Trasporto, gli Impianti Idroelettrici e di Produzione Energetica, l’Edilizia Civile e Industriale; piu’ di recente, e’ entrato nel settore Impiantistica, Manutenzione e Gestione di Sistemi Complessi, in cui opera prevalentemente attraverso la controllata NBI.
Oggi la Astaldi contribuisce allo sviluppo di 6 macro-aree nel mondo: Italia, Europa Centrale (Polonia, Romania, Russia) e Turchia, Middle East (Arabia Saudita), Maghreb (Algeria), America Latina (Venezuela, Peru’, Cile, America Centrale) e America del Nord (Canada, USA).

I numeri del Gruppo

Piu’ di 100 i cantieri attivi, in 16 Paesi diversi.
Oltre 500 le maggiori opere realizzate in tutto il mondo.
Oltre 2,6 miliardi di euro di fatturato consolidato a fine 2014.
Oltre 13 miliardi di euro di portafoglio ordini al 31 dicembre 2014

Un sogno, una missione: costruire per il progresso.

Soddisfare in modo ottimale le esigenze dei committenti, raggiungere gli obiettivi di crescita per aumentare il valore dell’azienda e fornire sempre una risposta adeguata al mercato: dagli anni ’20, la Astaldi è impegnata nella costruzione di un progresso costante.“Costruire” significa avvicinarsi al futuro: nessun paese o nazione, infatti, può prescindere dalla creazione di nuove infrastrutture per perseguire un reale e tangibile progresso.
Ma il progresso non è fatto solo di acciaio e cemento, ma anche di materiali diversi come la cultura e la conoscenza. Per quanto imponente e all’avanguardia, una diga o una superstrada sono solo la testimonianza del nostro passaggio in ogni angolo del mondo; il progresso, quello reale, si costruisce con l’evoluzione culturale e professionale dei popoli, condividendo con il mondo quelle conoscenze e competenze che rendono la Astaldi e l’Italia un punto di riferimento nel campo dell’ingegneria.
Il Gruppo infatti è da sempre impegnato nella ricerca di soluzioni ingegneristiche e gestionali che rispettino pienamente il  tessuto sociale del Paese in cui opera, trasmettendo alle popolazioni locali un modus operandi che sarà poi applicato nella progettazione e realizzazione di altre opere, anche se il Gruppo non vi parteciperà in maniera diretta. Al mondo, oggi ci sono migliaia di persone che hanno collaborato con Astaldi, ricevendo in beneficio un bagaglio culturale che continua, nel tempo, a contribuire allo sviluppo sociale ed economico. La grande opera del Gruppo non si ferma quindi alla chiusura del cantiere, ma prosegue nel tempo.Serietà, applicazione di rigidi standard altamente qualificanti, pieno rispetto delle norme ambientali e delle abitudini sociali di ogni Paese, condivisione del know-how tecnologico: questa è l’immagine che la Astaldi intende esportare in tutto il mondo, queste sono le linee guida di una Azienda che da sempre si distingue per competenza, correttezza e professionalità. Con queste caratteristiche, il Gruppo Astaldi è diventato leader di riferimento per il settore delle concessioni e del general contracting, arrivando a quell’eccellenza realizzativa riconosciuta in tutto il mondo.
Italia, Turchia, Romania, Bulgaria, Algeria, Venezuela, ma anche Polonia, Arabia Saudita, Qatar, Emirati Arabi, America Centrale e Stati Uniti d’America: oltre 11.000 dipendenti, sparsi in 4 continenti, stanno lavorando, anche in questo preciso momento, alla creazione di un progresso costante.

La nascita

Il Gruppo Astaldi nasce negli anni ‘20, quando l’Ing. Sante Astaldi fonda l’omonima ditta individuale “Ing. Sante Astaldi”, una impresa edilizia che opera prevalentemente negli appalti di grandi opere civili in Italia e nelle colonie d’oltremare.
Nel 1929 viene costituita l’Impresa Astaldi Costruzioni e Lavori Pubblici S.p.A. Fino al secondo conflitto mondiale, l’impresa opera prevalentemente sul territorio italiano e in alcuni Paesi africani, impegnandosi nella costruzione di ferrovie, acquedotti, porti ed edifici pubblici. Tra le prime realizzazioni, le direttissime Roma-Napoli (1926/1929) e Bologna-Firenze (1933/1935) in Italia e la strada Addis Abeba-Grandi Laghi (1939/1940) in Etiopia.
Nel dopoguerra, l’azienda mantiene una rilevante presenza in Italia ed estende il proprio raggio d’azione inizialmente nell’Africa orientale inglese (Kenia, Uganda) e successivamente in altre aree del continente (Zaire, Ghana, Sierra Leone, Nigeria, Burundi, Ruanda, Mozambico). L’attività si concentra prevalentemente nella costruzione di strade, mentre in Italia consiste principalmente nell’opera di ricostruzione post bellica, in particolare nella realizzazione di impianti idraulici e ferrovie. Importanti banchi di prova di questi anni sono la ferrovia Milano-Venezia (1945/1947), gli impianti idroelettrici di S. Massenza e del Cimego in provincia di Trento e la centrale in caverna dell’impianto del Recentino a Terni (1948/1952), primi risultati della forte spinta all’innovazione tecnologica perseguita dalla Astaldi in quegli anni.

La rotta del Po di Occhiobello

Un riconoscimento del prestigio acquisito a livello nazionale dall’Impresa è l’intervento realizzato a seguito della rotta del Po ad Occhiobello.
La sera del 14 novembre 1951, tre falle apertesi nell’argine del Po causano 87 morti, lo sfollamento di 160.000 cittadini e l’inondazione di oltre 20.000 aziende agricole. Si decide di affidare le opere di pronto intervento a ditte “di eccezionale organizzazione tecnica e solidità finanziaria” e all’Astaldi viene affidato l’incarico di chiudere la rotta di Bosco, realizzando una scogliera di circa 50.000 m³ di massi e pietrame e, successivamente, un argine di 500.000 m³ di terra.

Le prime grandi esperienze all’estero

In questi anni cresce anche la vocazione internazionale della Astaldi, che amplia ulteriormente la propria attività in Africa, operando prima in joint venture con l’imprenditore inglese John Stirling e in seguito direttamente in proprio. Nel 1950 viene costituita l’Impresa Astaldi Estero S.p.A.

Del 1953 è il completamento della Namanga-Taveta (1949/1953), 228 chilometri di strada con 26 ponti di ferro realizzata in Tanzania in 4 anni, con un movimento terra di 2.300.000 m³. Del 1954 è la partecipazione della Astaldi alla realizzazione di 115 chilometri della ferrovia dell’Uganda Ovest (1954/1956), pietra miliare per molte altre opere basilari per lo sviluppo economico dei Paesi dell’Africa centrale.

L’espansione all’estero e le prime grandi dighe

Tra la fine degli anni ’50 e gli anni ’70, la Astaldi compie un rilevante salto dimensionale e di complessità operativa, espandendosi in Africa (Somalia, Zambia, ex Zaire, Guinea, Costa d’Avorio, Libia, Gabon, Angola, Uganda) e intraprendendo nuove iniziative in Europa (ex Germania Orientale e Unione Sovietica), in Medio Oriente (Libano, Arabia Saudita), in America centrale (Venezuela, Honduras) e in Asia (Pakistan, Thailandia).
In questi anni viene realizzata in Pakistan la diga di Tarbela (1968-1978), una delle opere più imponenti del momento nel settore idraulico. Grandissima rilevanza avrà anche l’impianto idroelettrico di Inga, nell’attuale Repubblica Democratica del Congo, realizzato in più fasi (Inga 1 e Inga 2) tra il 1968 e il 1981 e ancora oggi considerato tra i più grandi impianti idroelettrici esistenti al mondo. Una commessa che porta alla Astaldi il premio Ingersoll-Rand per “la grandiosità e l’eccezionalità dell’opera, le finalità altamente civili in ordine allo sviluppo del Paese e le notevoli ripercussioni in campo industriale”.
Sempre in Africa è di questi anni la partecipazione al progetto di industrializzazione di Bokè (1969-1973), in Guinea, un intervento che ha comportato la realizzazione di un porto, una ferrovia di 150 chilometri, due centri residenziali e una zona industriale.

Pochi anni più tardi, partono i lavori per la metropolitana di Caracas (1977-1980) in Venezuela, prima rilevante esperienza della Astaldi in questo settore.

L’Autostrada del Sole e la Direttissima Roma-Firenze in Italia

Tra gli anni ’50 e 60 l’Italia vive l’apice del suo boom economico. Uno dei simboli del cambiamento della società italiana è l’apertura, nei primi anni ‘60, della tratta Roma-Bologna dell’Autostrada del Sole, realizzata prevalentemente dalla Astaldi. L’autostrada, che si snoda attraverso gli Appennini collegando gran parte della Penisola, è un riferimento operativo per molti altri Paesi europei e permette a mezzi e persone di muoversi con una velocità sino ad allora inimmaginabile.
Negli anni ‘70 la Astaldi contribuisce in maniera significativa alla realizzazione di un’altra grande infrastruttura, la Direttissima Roma-Firenze (1971-1976). Si tratta della prima linea ferroviaria ad alta velocità del continente europeo, che consente ai treni una velocità di esercizio fino a 250 km/h.

La fusione

Negli anni ’80 si avvia il processo di riorganizzazione delle attività operative, che culmina con la fusione per incorporazione delle due società, Impresa Astaldi Estero e Impresa Astaldi Costruzioni e Lavori Pubblici, e la nascita nel 1986 dell’attuale Astaldi S.p.A., con sede a Roma.

Nuovi riconoscimenti

La Astaldi continua ad operare nei tradizionali settori delle infrastrutture di trasporto (ferrovie, metropolitane, strade, autostrade, aeroporti, porti) e delle acque (impianti idraulici, dighe, acquedotti, impianti di depurazione), ma contribuisce in maniera significativa anche alle prime esperienze italiane nel campo del nucleare, con la partecipazione alla costruzione delle centrali PEC del Brasimone (1975/1988) e Montalto di Castro (1990/1993). Il coinvolgimento nel progetto LEP (Laboratorie Electron et Positron) del CERN di Ginevra (1983/1988) per lo studio degli elettroni e dei positroni porterà invece alla realizzazione di una galleria di 26 chilometri tra i 51 e i 104 metri di profondità. Per la sua costruzione si fa uso di tre TBM (Tunnel Boring Machine), un’esperienza che troverà ampio seguito nel campo delle metropolitane.
In Italia partono i lavori per la Linea 3 della metro di Milano (1983/1994) e per la Linea 1 della metro di Napoli (1985/1995), progetto quest’ultimo che porterà successivamente alla realizzazione delle “stazioni dell’arte”, una importante occasione di riqualificazione urbana per il capoluogo campano.

Di rilievo anche il porto industriale di Gioia Tauro (1976/1985), uno dei più importanti del Mediterraneo, le ferrovie Transgabonese (1975/1987) e Congo-Ocean (1976/1985) in Africa e l’impianto idroelettrico di El Cajón (1980/1985) in Honduras. Con l’autostrada dell’Anatolia (1985/2007) in Turchia, per la prima volta la Astaldi opera come General Contractor, curando la ricerca dei finanziamenti, la progettazione e la realizzazione dell’opera. Una sfida organizzativa accresciuta dall’elevata complessità orografica e sismologica del sito.

Nel 1988, viene portata a termine a Roma la ristrutturazione dell’arco di Costantino (1987-1988), meraviglia dell’epoca romana.

Nuovi riconoscimenti arrivano con la diga di Concepción (1988/1990) in Honduras che, per l’innovativa tecnica utilizzata (la RCC, Roller Compacted Concrete) e la capacità di operare in tempi record, porta alla Astaldi per la seconda volta il premio Ingersoll-Rand.

La diversificazione delle attività

Nel corso degli anni ’90, la Astaldi orienta l’attività verso nuovi mercati. In Algeria costruisce la diga di Taksebt (1993-2001), in Indonesia completa in tre anni la diga in RCC di Balambano (1996-1999), mentre in Romania si occupa del rinnovamento dell’aeroporto internazionale Henri Coanda di Bucarest e dell’autostrada Bucarest-Costanza. Inizia anche l’attività negli Stati Uniti d’America con opere autostradali come la circonvallazione orientale di Orlando (1991-1994) in Florida, un’arteria a cinque corsie per senso di marcia.

La Astaldi fa il suo ingresso anche nel settore delle concessioni, realizzando e successivamente gestendo alcuni parcheggi a Bologna e Torino e acquisendo nuove iniziative nel settore delle acque in Honduras. Parallelamente, con l’acquisizione di due importanti società del settore (Italstrade e Dipenta), la Astaldi diventa il secondo gruppo italiano fra le imprese generali di costruzione.

La quotazione in Borsa

Il 2002 segna un traguardo storico per la Astaldi, che nel mese di giugno viene quotata alla Borsa Valori di Milano, nel segmento STAR. Il Gruppo si presenta sul mercato come una delle realtà più importanti a livello internazionale nel campo delle infrastrutture e dell’ingegneria civile. Un General Contractor di riferimento per il settore, in grado di gestire realtà operative e know-how differenti e di affrontare complessità realizzative sempre crescenti.

Innovazione e nuove tecnologie

Di questi anni è la realizzazione dell’avveniristico Nuovo Polo Fieristico di Milano (2002-2005), il più grande al mondo, costruito in soli tre anni al ritmo di un metro quadrato al minuto. La linea ferroviaria ad alta velocità Roma-Napoli (1994-2007), lunga 202 chilometri, consente ai treni di raggiungere una velocità di 300 km/h e porta al debutto in Europa l’innovativo sistema Ertms/Etcs Livello 2, un’ulteriore garanzia di sicurezza per i treni superveloci.

Dalla tecnologia aerospaziale viene invece mediato il sistema di automazione integrale driverless (senza conducente), adottato per la prima volta nella metropolitana di Copenaghen (1996-2003): la migliore linea metropolitana esistente al mondo, così come giudicato dai più importanti esperti del settore intervenuti nel 2008 alla Metro Rail Conference di Copenaghen, realizzata in collaborazione con imprese di rilievo internazionale.

Le nuove sfide

La tecnologia driverless avrà un seguito nelle iniziative attualmente in corso in Italia per la realizzazione della Linea 5 del Metrò di Milano (primo project finance in questo campo in Italia), della Metro C di Roma e della Metropolitana di Brescia, per le quali è previsto l’utilizzo anche di più TBM per lo scavo delle gallerie. In particolare, una grande sfida per il Gruppo sarà la Linea C di Roma, una vera e propria “metropolitana archeologica”, che attraverserà il centro storico della capitale.

Sempre nel settore dei trasporti, si ricordano la metropolitana di Los Teques (2002-2006) e la ferrovia Caracas-Tuy (1996-2006), entrambe in Venezuela. La Caracas-Tuy, in particolare, rappresenta la prima di una serie di ferrovie pianificate per lo sviluppo del Paese, un progetto nel quale il Gruppo ha un ruolo di primo piano con altre tre linee in cantiere.

Nel campo dell’ingegneria civile, si segnala l’entrata in servizio del Nuovo Ospedale di Mestre (2003-2007), innovativa struttura incentrata sul benessere del paziente. Primo grande project finance in Italia nel settore sanitario, questa esperienza rafforza la presenza del Gruppo nel business delle concessioni e consolida le significative esperienze acquisite nel campo dell’edilizia sanitaria. Attualmente sono in fase di realizzazione quattro ospedali in Toscana e l’Ospedale di Etlik in Turchia, la più grande struttura ospedaliera ad oggi in corso di realizzazione in Europa.

Tra i lavori idrici spiccano la diga di Kramis (2001-2005) in Algeria, quella in RCC di Sidi Said in Marocco (2001-2006) e l’impianto idroelettrico di Pont Ventoux (1996-2006) in Italia. Quest’ultimo, realizzato scavando dentro una montagna, rappresenta la sintesi delle capacità del Gruppo nel campo dei lavori in sotterraneo e in quello delle opere idrauliche. Si segnala inoltre la realizzazione in regime di concessione dell’impianto idroelettrico di Chacayes (2009 – 2011), in Cile, un run-of-river hyidroelectric plant primo nel suo genere mai realizzato nel Paese.

In questi anni la Astaldi entra anche nel settore oil&gas. Significativa al riguardo è la realizzazione del Gtl-Oryx (2003-2005) in Qatar, il primo impianto al mondo capace di convertire il gas naturale in gasolio purificato e nafta.

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