Le Regole di Borsa. I 3 Errori tipici dell’investitore.

Continuiamo a raccogliere e a pubblicare una serie di regole di investimento che circolano su internet.

di nysedow, 30 settembre 2014, ore 15:33
7 Commenti »
  • 1. Poca diversificazione. Molti investitori concentrano i loro acquisti su un numero ridotto di titoli. Alcuni decidono di comprare solo 2 o 3 titoli quotati a Piazza Affari magari investendo oltre metà del patrimonio in uno di questi. Tale concentrazione è altamente pericolosa in quanto rende gli investitori vulnerabili all’andamento dei pochi titoli in loro possesso. Ciò è rischioso specialmente se si tratta di titoli di piccole aziende appartenenti a settori volatili, ad esempio, titoli legati ad Internet. Nei periodi di crisi tali titoli sono soggetti a fortissime oscillazioni come diminuzioni di prezzo nell’ordine del 10% in un solo giorno. Appellarsi ai benefici della diversificazione è quindi un concetto valido nel momento in cui si decide l’investimento e non in quello in cui si valuta la storia passata. Guardando al futuro non si sa come andranno i prezzi dei titoli e quindi, ripartendo il proprio investimento fra vari titoli, si diminuisce l’impatto legato all’acquisto di un eventuale titolo sbagliato. Un portafoglio diversificato consente di aumentare il rendimento atteso per un certo livello di rischio e/o di diminuire il livello di rischio per un dato rendimento atteso. È fondamentale diversificare in modo appropriato il proprio portafoglio, acquistando titoli di imprese operanti in vari settori (diversificazione settoriale) e vari paesi (diversificazione geografica) oppure diversificando attraverso i fondi comuni d’investimento.

La diversificazione settoriale: la crescente globalizzazione ha ridotto le opportunità di diversificazione geografica. La maggior tendenza alla sincronia dei cicli economici, rende sempre più difficile sperare che le imprese di un certo paese seguano andamenti diversi da quelli degli altri paesi e per questa via consentano una adeguata diversificazione del portafoglio azionario. Le possibilità di diversificazione sono, dunque, meglio sfruttabili a livello di imprese appartenenti a diversi settori economici.

La diversificazione geografica:un investimento troppo accentuato in imprese nazionali è maggiormente pericoloso. Quando l’economia nazionale entra in recessione o addirittura in una fase di crisi prolungata (come in Giappone negli anni novanta) i prezzi dei titoli azionari tendono a scendere. Una diversificazione internazionale dei propri investimenti consente di sfruttare le fasi di prezzi elevati di altri paesi che possono compensare le fasi negative del mercato interno.

  • 2. Troppe transazioni. Questo è un errore tipico dei Traders on line in quanto l’uso estremamente facile ed intuitivo porta ad una “iper-attività” che tende a modificare continuamente la struttura del

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    portafoglio per reagire alle notizie sull’andamento dell’economia nel suo complesso o su singoli titoli. In molti casi è bene resistere a tale tentazione, in quanto molto spesso si tenta di comprare a prezzi bassi e vendere a prezzi alti, ma si finisce per fare esattamente l’opposto. Nessuno ha la famosa sfera di cristallo e tutti possono essere traditi dalle sensazioni, in particolar modo i singoli investitori, che mancano di un supporto adeguato di analisi. Quindi l’unica conseguenza certa di una frequente ristrutturazione del proprio portafoglio è l’aumento dei costi di transazione legati alla compravendita di titoli.

  • 3. Inadeguata valutazione delle proprie esigenze finanziarie. A volte si acquistano titoli azionari senza valutare tutte le conseguenze possibili dell’investimento. In genere si immaginano scenari di crescita più o meno rapida dei prezzi (altrimenti non si comprerebbe!) ma ciò non è assolutamente garantito. I prezzi possono salire o scendere per una ampia varietà di fattori, molti dei quali neanche perfettamente compresi dagli esperti. Una discesa del valore dell’investimento può non avere alcuna conseguenza per un individuo che detiene i titoli e approfitta di una fase successiva di aumento degli stessi. Ciò però non accade se l’individuo è costretto a vendere i titoli nei momenti di crisi del mercato a causa di esigenze finanziarie come l’acquisto di una abitazione o spese mediche. È quindi importante acquistare titoli azionari soltanto avendo di fronte a sé un orizzonte temporale sufficientemente lungo da sopportare fasi anche sostenute di discesa dei prezzi.

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  1. Su un corretto grado di diversificazione non posso che essere d’accordo. E naturalmente, essendo difficile realizzarla per il piccolo risparmiatore, il pensiero corre al mondo dell’asset management.

    L’anomalia del concetto nell’ambito fondi comuni ha però portato a gestioni effettuate con la (quasi)replica degli indici benchmark, ovverosia a gestioni di tipo passivo, spesso fatte pagare ai sottoscrittori come gestioni attive.

    Sotto questo profilo, occorre riqualificare il concetto di “concentrazione”: un gestore che debbe investire ad es. nel mercato USA con benchmark S&P’500 a mio avviso può già fare un buon portafoglio diversificato concentrando gli investimenti (scusate il gioco di parole) in 40/50 titoli azionari, meglio se conosciuti in profondità uno per uno, anziché con qualche centinaia di azioni, molti dei quali comprati solo perché rappresentati in buona misura nell’indice di riferimento (senza magari averne valutato la qualità).

    Cordialmente

  2. Comlimenti per l’articolo, molto giudizioso, ottimi consigli, consigli da buon padre di famiglia, da buon PF mi verrebbe voglia di dire, ma…
    c’è sempre un “ma” ke rovina le belle storie,
    … ma se è rivolto ad un investitore inesperto contiene lacune estremamente pericolose.

    Innanzitutto ki è per voi un investitore inesperto?

    Profilo: ha internet, ha un conto on line, dispone di piccoli capitali, ha deciso di investire da solo, si è informato tramite i blog/forum in modo “passivo”, ha letto/sfogliato qualke libro finanziario, compera tutti i giorni il giornale color salmone “ricco” di utili informazioni.Cosa piu importante nn ha nessuna esperienza azionaria, ha sempre acquistato bot, ma ora è pronto al grande salto.

    Concetti base appresi:
    Diversificazione (punto 1)
    Movimentare poco il portafoglio (punto 2)
    Azionario alla lunga vincente (punto 3)

    Ok sono pronto all’attacco!!! “diversifichiamo”
    ho 20.000 euri, 4.000 mi servono per le spese quotidiane e per eventuali imprevisti ho letto bene il punto 3! 8.000 euri li suddivido per settore sui titoli del mibtel (no titoli internet e aziendine), 8.000 in etf ke investono in zone sparse del globo, nn importa quali basta la diversificazione geografica.

    OK ho diversificato per settore e per area geografica, ma scommettiamo ke faccio un disastro in termini economici?
    In piu appena molti titoli inizieranno a scendere ho queste “certezze”: no iper-attività, ho di fronte a me un orizzonte temporale sufficientemente lungo da sopportare fasi anche sostenute di discesa dei prezzi.

    Cio mi porta a matenere in portafoglio ad oltranza i titoli ke sono in negativo e con trend discendente, inoltre, per una sorta di compensazione, a vendere frettolosamente i titoli ke sono in leggero guadagno.

    Morale della favola? mi ritrovo in portafoglio tutti dei segni meno, per di piu ho mediato con la liquidita ricavata dalla vendita dei pochi titoli in guadagno.

    Cos’ho imparato da tutto cio?
    La vera diversificazione è solo per gli investitori esperti, per ki nn si ritiene tale, meglio un bel 90% in obbligazioni “facili” e giocare con il 5% del capitale su qualke titolo anke singolo, tanto per divertirsi.

    Buon Natale a tutti

  3. E’ smpre un piacere leggere i vostri approfondimenti ogni volta mi fanno crescere e mi fanno riflettere.

    Colgo l’occasione per porgere i più sentiti AUGURI a tutto lo staff!

    Deseo ;-)

  4. Grazie per il tuo intervento AC.
    Hai messo perfettamente in evidenza cio’ che oggi rappresenta il rapporto tra l’investitore passivo e quello attivo, sempre alla ricerca di performance superiore ai benchmark.
    La realtà è che molti investirori si accontentano di queste pseudogestioni attive senza essere consapevoli della composizione del proprio portafoglio.
    L’investitore attivo, oggi è piu’ evoluto.
    E cerca di trovare alternative da se.
    Naturalmente, è ovvio che una preparazione di base deve essere solida ed indubbiamente necessaria affinche non si incorra nel rischio di default, classico di molti investitori che si sentono sicuri dei propri mezzi e delle proprie conoscenze.
    Nysedow

  5. Cia Antipatix. ;-)
    Come sempre i tuoi interventi sono da elogiare per la criticità costruttiva che inserisci nelle tue brillanti elucubrazioni.
    Sono sempre da stimolo e da confronto.
    Non smettero’ mai di dirtelo.
    Questo mio post, effettivamente, ha centrato l’obiettivo che si era proposto e da te ‘acutamente’ analizzato.
    Voleva essere una provocazione, proprio’ per mettere in evidenza l’inaffidabilità di quelle regole troppo generali per eessere applicate ai mercati odierni e in mercati dove la volatilità è estremamente volatile.
    Eppure girano per internet tante storielle simili a queste, che oggi (purtroppo) non possono assolutamente essere prese in considerazione.
    Hai brillantemente centrato cio’ che volevo mettere in evidenza.
    E’una strategia di money management l’unica arma indispensabile per la difesa del proprio capitale
    E’ opportuna, anzi essenziale.
    Spesso, il buon padre di famiglia è convinto che tutto cio’ sia utile per i suoi figli, ma alcune volte la realtà è ben diversa di quella che ci si aspetta.
    ;-)

    Buon natale anche a te antipatix.
    Attendero’ ancora le tue critiche costruttive e il tuo occhi allenati ad osservare i dettagli di questo difficile mondo finanziario.

    A presto, nysedow

  6. Ciao Deseo, mi auguro che tu abbia letto il mio precedente commento e che le tue riflessioni si baseranno anche sul commento di antpatix e del mio. ;-)

    Ringrazio per gli auguri e a nome di tutto il team li rivolgiamo anche a te e alla tua famiglia.

    A presto, Nysedow. ;-)

  7. però vorrei chiedervi una cosa: se si ha a disposizione un piccolo capitale e addirittura alte commissioni, è ovvio che si debba mettere tutto su un titolo. Cioè mi spiego. con es: mille euro come fai ad avere tanti titoli? ti trovi sempre a dover abbattere le commissioni! E’ un pò come una fabbrica che produce modelli in serie! Per abbattere Costi fissi Deve produrre a grandi quantità!
    Mi sembra di aver letto che famosi trader agli albori son partiti da piccoli capitali e che puntavano su un titolo.
    A questa affermazione specificherei : dipende dal capitale!

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