Fisica&Finanza. La legge della conservazione e la finanza.

Dopo il successo delle precedenti iniziative, sulla pubblicazione di articoli scritti direttamente dai nostri lettori, proseguiremo nelle prossime settimane con un' altro contributo appena giunto in redazione. L'autore ci porta a conoscere il rapporto tra Fisica e Finanza poco utilizzato dagli analisti, ma che ha dimostrato di poter aiutare il trader nell'impostare buoni livelli di operatività in determinate fasi di mercato.

di csifinanza, 3 novembre 2014, ore 15:58
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Finanza e FisicaLa legge della conservazione ci dice, in parole povere che nulla si crea e nulla si distrugge: tutto si trasforma.

La nozione è antichissima e, di per sé, totalitaria e totalizzante, vale per qualsiasi campo dello scibile umano.

Un’idea importante nell’antica filosofia greca dei fisici era che “Nulla viene dal nulla”: nessun elemento nuovo può venire a esistere dove prima non c’era niente. Una dichiarazione esplicita di questo, insieme al principio che nulla può divenire nulla, si trova in Empedocle (ca. 490-430 AC): l’unione di elementi (gli elementi, intesi in senso filosofico, e non nella contemporanea accezione scientifica di elemento chimico) determina la nascita delle cose e la loro separazione, la morte. Si tratta di apparenti nascite e apparenti morti, dal momento che: «gli elementi (l’Essere) non si creano e non si distruggono, ma soltanto si trasformano.». Analoghi concetti si ritrovano in Anassagora e Democrito.

Questo Principio ha dato luogo a diverse formulazioni a seconda del campo di applicazione.

Nel XVIII secolo il chimico e naturalista francese Antoine Lavoisier arriva ad affermare che in una reazione chimica la massa complessiva dei reagenti è uguale alla massa complessiva dei prodotti: Principio di conservazione della massa (in Chimica).

Tale formulazione è valida anche per la meccanica classica e viene dimostrata la validità dello stesso principio per l’energia meccanica (Legge della conservazione della massa fisica).

Nella seconda metà del XIX secolo, le scoperte di diversi scienziati, tra i quali Joule, Carnot, Thomson, Clausius e Faraday, hanno dimostrato che lo stesso principio valeva per tutta l’energia compresa l’energia termica (Legge di conservazione dell’Energia) arrivando all’ enunciazione dei Principi della Termodinamica.

Fino ai primi anni del XX si pensava che la materia e l’energia fossero due grandezze separate, prive di alcun punto di contatto, finché, nel 1905, Albert Einstein formulò la celeberrima equazione E = mc², che esprimeva la relazione di equivalenza tra energia e massa, che si rivelavano due aspetti della stessa realtà fisica affermando, più esattamente, che la materia non è altro che una forma molto concentrata di energia. Questa rivoluzionaria scoperta di Einstein diede origine al principio di conservazione della massa-energia.

Trovare un legame tra la Legge della Conservazione e la Finanza, segna il nostro lavoro in quanto significa, quindi, giocoforza, collegare tale campo dello scibile umano con la Fisica più estrema, con la Relatività oltre che con tutta la Termodinamica. 

Nulla si crea e nulla si distrugge, quindi: se tutto l’universo ruota su questo principio “zero”, figuriamoci se tale asserzione non può valere per la Finanza.

Nulla si crea e nulla si distrugge: tutto cambia (panta rei avrebbero detto i Greci).

Quante volte abbiamo sentito ai telegiornali una notizia del tipo: “BRUCIATI in borsa 100/200/200 miliardi”? “BRUCIATI”?

Esempio: http://www.youtube.com/watch?v=YsS9QDpgS8M

Queste frasi sono pronunciate per ignoranza (nella migliore delle ipotesi) o per correità con poteri finanziari che, proprio dal panico, traggono linfa vitale per le proprie speculazioni.

Normalmente i flussi di danaro, in realtà, sono sempre pari a zero, se si bruciano X miliardi al rialzo, c’è qualcuno che ha guadagnato X miliardi al ribasso e così via.

Vi sono, però, delle eccezioni: tra queste ricordiamo: Quantitative Easing, aumento e drenaggio di danaro; ma stiamo parlando, comunque, di politiche monetarie delle Banche Centrali. 

Articolo firmato: Icaro 72

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