Fisica&Finanza. La finanza e la dinamica: il primo principio della dinamica.

Dopo il successo delle precedenti iniziative, sulla pubblicazione di articoli scritti direttamente dai nostri lettori, proseguiremo nelle prossime settimane con un' altro contributo appena giunto in redazione. L'autore ci porta a conoscere il rapporto tra Fisica e Finanza poco utilizzato dagli analisti, ma che ha dimostrato di poter aiutare il trader nell'impostare buoni livelli di operatività in determinate fasi di mercato.

di nysedow, 21 ottobre 2014, ore 13:09
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Finanza e Fisica

Perché partire proprio da qui?

Penso che sia facile intuire come la Finanza si caratterizzi come un movimento di capitali (vedi asset allocation) che passano da un’area geografica all’altra, da un comparto all’altro e quindi, come materia/danaro, si muove nel mondo determinando una metabletica diacronica (ossia un cambiamento in funzione del tempo) una dinamica, quindi.

Nulla si crea e nulla si distrugge, Tutto si trasforma.

Vi sono, ovviamente, degli attriti che surriscaldano i mercati e gli strumenti finanziari che si oppongono o favoriscono il movimento dei capitali.

Vediamo meglio.

Analizziamo, brevemente i tre principi della Dinamica dei corpi.

1° principio della dinamica o principio d’inerzia Ogni corpo persevera nel suo stato di quiete o di moto rettilineo uniforme rispetto al sistema di riferimento se nessuna forza esterna interviene per cambiare tale stato.

In altri termini, senza l’intervento di forze esterne, se un corpo è in quiete rimane fermo; se è in movimento, non è soggetto a variazione di velocità, né in dimensione né in direzione.

In realtà sappiamo però che questo non avviene per via della resistenza dell’aria e dell’attrito, che costituiscono forze esterne che si oppongono al moto.

La tendenza di ogni corpo a mantenere lo stato quiete o di moto, si definisce inerzia.

Traduciamo questo principio in termini finanziari.

Il concetto di inerzia.

La perturbabilità degli strumenti finanziari è cosa ovvia nella pratica quotidiana.

Ogni giorno si sperimenta il dinamismo, il movimento dei mercati.

Dobbiamo, perciò, dedurre che ci sia sempre una qualche forza che opera e che perturba uno stato di equilibrio.

Questo elemento destabilizzante assume molteplici forme: già la presenza dell’investitore e del suo agire può essere causa perturbante (immettere un ordine, mettere uno stop loss o un take profit, ad esempio) altre forze dinamiche possono essere notizie, irrazionalità, aspettative, trading ad alta frequenza, incidenti, black swans (cigni neri) accumulazioni, distribuzioni.

Sono proprio questi fattori esogeni, da soli o in combinazione tra loro, a determinare resistenza ed attrito.

Va da sé che, trovandoci in un campo perturbato non potremo avere quello che il primo principio della dinamica identifica come moto rettilineo uniforme proprio per l’azione delle forze sopra descritte.

Tuttavia, se analizziamo gli strumenti “illiquidi”, ossia gli strumenti che attraggono poco gli investitori, possiamo notare come le forze degli attriti sono pari a zero finché il market mover o l’investitore non determina la rottura dello stato d’equilibrio.

Quindi, in Finanza, possiamo sostenere che lo stato d’equilibrio è l’eccezione che si verifica quando non vi è un movimento di capitali ossia quando non vi è quell’attrito generato dall’interazione tra investitore e strumento finanziario.

In parole povere, l’inerzia esiste come caso limite, difficilmente realizzabile.

Dovremmo fare una ulteriore considerazione sul fatto che tale stato “zero” si verifica o si può verificare in un delta t (variazione di tempo) infinitesima (che si può prolungare, però, indefinitamente) e, quindi, potremmo parlare di stati di equilibrio non stabile che occorrono nei momenti in cui non vi è azione perturbatrice, e potrebbero essere tantissimi quante sono le pause tra le vicissitudini ed interazioni uomo/strumento finanziario.

Flash: nella filosofia aristotelica ricorderemo che i termini energheia e dynamis erano in rapporto tra loro con differente valore: la δύναμις, cioè la capacità di compiere una determinata attività era correlata all’ἐνέργεια, all’esercizio

di tale attività.

Questo, come un filo di Arianna, ci condurrà ad indagare i rapporti tra finanza, energia potenziale ed energia dinamica e Filosofia.

Tutto a tempo debito.

Nelle prossime puntate:

LA FINANZA E LA DINAMICA: IL SECONDO PRINCIPIO DELLA DINAMICA

LA FINANZA E LA DINAMICA: IL TERZO PRINCIPIO DELLA DINAMICA

LA LEGGE DELLA CONSERVAZIONE

LA FINANZA E GLI STATI D’EQUILIBRIO

LA FINANZA E LA DINAMICA DEI FLUIDI

LA FINANZA ED IL PRINCIPIO DEI VASI COMUNICANTI

LA FINANZA; L’ENERGIA CINETICA E L’ENERGIA POTENZIALE.

Articolo firmato: Icaro 72

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