Fisica&Finanza. Introduzione.

Dopo il successo delle precedenti iniziative, sulla pubblicazione di articoli scritti direttamente dai nostri lettori, proseguiremo nelle prossime settimane con un' altro contributo appena giunto in redazione. L'autore ci porta a conoscere il rapporto tra Fisica ed Economia poco utilizzato dagli analisti, ma che ha dimostrato di poter aiutare il trader nell'impostare buoni livelli di operatività in determinate fasi di mercato.

di nysedow, 19 ottobre 2014, ore 15:08
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Finanza e FisicaNel mondo quotidiano, del quale l’esperienza empirica/tattile/concreta ci racconta le fattezze, moltissimi aspetti sono misurabili ed obbediscono a Leggi universali (almeno fintanto ché ci muoviamo nello spazio conosciuto e nel quale postuliamo l’esistenza e la validità di tali Leggi).

La Fisica, che muove appunto dalla constatazione e dalla codificazione, dietro esperienze condotte con metodo scientifico (ossia caratterizzato dall’osservazione ripetuta e ripetibile, in laboratorio, dei fenomeni presi in esame) è la depositaria, più di ogni altra scienza, di saperi e di metodi che portano ad un interpretazione, il più possibile razionale, del mondo in cui ci muoviamo ogni giorno. Tale disciplina tenta di distillare Leggi Universali, siano esse inerenti il Moto, la Termodinamica, l’Elettricità, l’Energia…

A questo punto, dobbiamo, per forza, fare una riflessione sul fatto che, senza ombra di dubbio, l’Uomo ha modificato l’ambiente nel quale vive e l’ha disseminato, con la propria presenza e con il proprio vivere, di una molteplicità di tracce, punti cardinali, che possano essere d’aiuto nella propria attività, nel proprio movimento e, perché no, possano anche essere dei simboli della propria esistenza, anche con funzione apotropaica.

La modifica dello spazio da parte dell’Uomo, deve/può essere vista, anche, come un’estensione ed anche un arricchimento simbolico e contenutistico del mondo come noi lo conosciamo.

Se guardassimo indietro nel tempo, potremmo vedere, come, all’aumentare dei contenuti posti in essere dalle civiltà che si sono susseguite durante la Storia, siano aumentate le discipline che hanno preso tali contenuti come fonte e oggetto di disamina. Di riflesso, quindi, ne è derivata una maggiore consapevolezza della complessità del mondo. Si sono percepite le molte interconnessioni tra diverse sfere apparentemente non connesse del quotidiano ma che, ad uno studio più approfondito, possono essere percepite come estensioni di un’unica matrice che permea il mondo intero come fosse una invisibile, fittissima, ragnatela.

L’Antropologia, e tutte le altre scienze umane, hanno sempre posto al centro della propria riflessione il mondo e l’Uomo che l’ha creato, cercando di fornire delle chiavi di lettura che, nella loro parzialità (in quanto ogni Scienza ha un approccio diverso – sia qualitativamente che quantitativamente) sono risultate valide.

Gli approcci metabletici/sincretici, però, sono gli unici che possano darci un’idea della complessità interdisciplinare che è sottesa nel quotidiano.

Cosa sono questi “Approcci metabletici/sincretici”?

Metabletico è una parola greca (meta – ballo/ballein) che significa, in buona sostanza, il divenire;Sincretico indica la sintesi.

Un approccio metabletico/sincretico indica un approccio che fa della complessità il proprio centro di sviluppo, in quanto studia il divenire umano sintetizzando in sé tutti i saperi e tutte le discipline che possono aiutare a definire, diacronicamente (ossia nel corso del tempo) l’agire umano e lo spazio nel quale l’uomo opera.

Le domande che, ora, ci dobbiamo porre sono le seguenti:

“Se è vero che l’uomo opera in un mondo che ha plasmato, potremmo dire, a sua immagine e somiglianza, e se è pure vero che tutte le discipline che studiano l’uomo possono darci suggerimenti per interpretare il mondo in cui viviamo; se è vero pure che la Fisica è la disciplina che per eccellenza studia e distilla le leggi fisiche del mondo in cui viviamo; se è vero anche che l’Economia è una disciplina “prodotta” dall’Homo Sapiens Sapiens nel momento in cui vive ed interagisce con altri elementi; se è vero pure che da un approccio quantitativo, la scienza è passata ad un approccio qualitativo interdisciplinare: è possibile che la Fisica e l’Economia possano sottostare a delle Leggi simili?”

E poi:

“Quali sono gli aspetti che possono essere messi in connessione tra Fisica e Finanza?”

E, da ultimo:

“Possiamo tentare di spiegare la Finanza in termini fisici? Se si: quali sono le grandezze che potremmo prendere in esame per trovare un parallelismo tra queste due Scienze?”

“Quanto della Matrice primordiale, che la Fisica studia quantitativamente, è racchiusa nella scienza che noi chiamiamo Finanza?”

Questi e molti altri sviluppi vorrei tentare di trattare con le mie poche conoscenze.

Ogni tipo di aiuto verrà apprezzato come anche ogni critica.

Articolo firmato: Icaro 72

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