Materiale informativo per migliorarsi. Le onde di Elliott. Parte IV

E' un modo "originale" di approcciare e spiegare l'andamento azionario, che vengono analizzati principalmente sotto l'aspetto psicologico (ottimismo /pessimismo) piuttosto che sulle condizioni reali delle imprese. E' indicato su titoli a grande capitalizzazione e indici.

di csifinanza, 1 febbraio 2012, ore 7:17
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di Nysedow

La personalità delle onde.

- Onda 3

E’ il centro del modello.

 Si sviluppa in seguito alle notizie positive provenienti dal fronte delle aziende.

La sua prima fase è molto dinamica.

Non è mai l’onda più breve ed anzi di solito è la più lunga e ampia, quella che sviluppa il maggiore numero di scambi ed ha buone probabilità di estendersi.

Vi partecipano praticamente tutti i titoli e di solito generano forti volumi di scambio.

Alla penetrazione della 1 si registrano tutti i breakout tradizionali e i segnali della Dow Theory.

E’ ricca di gap e crea forti guadagni per i buyer.

Verso la sua fine il trend sottostante è considerato up da tutti.

Assieme alle B, è l’onda più facile da riconoscere.

- Onda 4

La sua costruzione, spesso di tipo complesso, è dovuta all’indecisione protratta per il timore che l’onda tre abbia esaurito il trend al rialzo.

Normalmente si costruisce sulla base di segnali che la parte migliore della fase di crescita è finita.

I titoli in ritardo creano i loro top ed iniziano a scendere durante quest’onda.

Questo deterioramento iniziale nel mercato crea il quadro per le mancate conferme e i sottili segnali di debolezza della 5.

E’ prevedibile sia per dimensione che per modello (sulla base del principio dell’alternanza).

Spesso si protrae per più tempo dell’onda due.

Nella maggior parte dei casi è un’onda complessa, che costruisce la base per l’onda 5.

I triangoli solitamente avvengono in questa onda.

  Onda 5

Nasce quando i fondamentali e la performance di mercato migliorano, ma non ai livelli dell’onda 3.

La psicologia crea una sopravvalutazione dei titoli.

L’ottimismo è molto alto, nonostante il ritardo di titoli secondari.

Nelle azioni è solitamente meno dinamica della 3, nelle commodities è invece quella con le maggiori probabilità di estendersi.

Se l’estensione è avvenuta nella terza, allora è posta in relazione con la prima secondo il principio della wave equality.

Un sistema per determinarne obiettivo minimo e massimo è moltiplicare l’ampiezza dell’onda 1 per 3.236 (2 * 1.618) e sommare questo risultato rispettivamente al massimo e al minimo dell’onda uno.

L’onda 5 si sviluppa in genere quando il livello economico è alla massima espansione e le aziende sono ricche.

Il mercato fa notizia anche sui giornali non economici e il prezzo è differente dal valore dei titoli.

Spesso alla fine si verificano divergenze negative (nel volume e negli oscillatori) con l’onda tre.

Altre volte, nelle quinte di grado elevato, capitano volumi maggiori rispetto alla terza.

In questi casi è verosimile attendersi un’estensione.

Durante quest’onda normalmente i titoli a minore capitalizzazione hanno una forza relativa superiore soprattutto alle blue chips.

Un Saluto.

EXODUS

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