Le strane evoluzioni del PIL USA

La crescita del PIL USA degli ultimi 2 trimestri è stata "aiutata" dal contributo degli aiuti statali e dal fenomeno del Re-Stocking (Ricostruzione delle scorte). Nei prossimi trimestri, quando questi fenomeni verranno a mancare, si vedrà la reale entità della ripresa americana.

di csifinanza, 16 marzo 2010, ore 15:23
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bandiera-usa-stati-unitiSempre più spesso si sente dire che la crisi è ormai alle spalle perché il PIL Americano cresce ormai a ritmo sostenuto dal 3° trimestre 2009.

Ma siamo proprio sicuri che sia così?

Per capire un po’ meglio come stà evolvendo la situazione analizziamo in dettaglio le ultime due rilevazione del (Q3 2009 e Q4 2009).

Nel Q3 2009 si è avuta una crescita annualizzata del PIL del 2.2%. Sicuramente molto meglio del -6.4 del 1° trimestre e del -0.7 del secondo.

Andiamo però ad analizzare in dettaglio questo dato per capire un po’ meglio l’ entità reale della crescita economica espressa da questo numero.

Prima cosa da mettere in risalto: A differenza degli stati europei che comunicano semplicemente il dato reale del trimestre, gli americani preferiscono comunicare ai cittadini il PIL annualizzandolo. Nel Q3 2009, a  fronte di un incremento “veramente modesto“ del Pil trimestrale (0.55%) si può sbandierare all’opinione pubblica un 0.55×4= 2.2% annualizzato.

Il cittadino che normalmente è a digiuno di economia e che ignora questo fatto percepisce questo dato come un incremento eccezionale.

Ma andiamo a vedere meglio la “composizione del PIL”. Al 2.2% totale andiamo a sottrarre:

1.66 % che è il contributo “una tantum” del programma di incentivi della rottamazione dell’auto
0.5 % che è il contributo “una tantum” dei bonus fiscali per l’acquisto della prima casa
0.9% dovuto al fenomeno del “ (Il fenomeno della ricostruzione delle Scorte) che è puramente tecnico e che andrà a scomparire progressivamente.

Quello che emerge dall’analisi è che senza i poderosi aiuti messi in campo dal governo americano e il fenomeno del , il PIL del Q3 2009 sarebbe stato ancora ampiamente negativo.

Passiamo adesso all’analisi del Q4 2009. L’ultimo dato (26 Febbraio) ha dato un incremento del PIL annualizzato del 5.9%. Molto meglio del dato precedente.

Anche in questo caso andiamo a vederne meglio la composizione. Al 5.9% andiamo a sottrarre:

3.4-3.5% dovuto al fenomeno del “Restoking” (Il fenomeno della ricostruzione delle Scorte). Tale fenomeno ha avuto il suo picco massimo nel Q4 2009. Tanto più si tagliano le scorte prima (e nel 2008 il fenomeno è stato particolarmente accentuato) e tanto più alto sarà il contributo del sull’aumento del PIL nella fase di ripresa). Questo fenomeno però è una tantum e una volta che le scorte saranno tornate al valore “giusto” il contributo sul PIL andrà a scomparire.
1.1-1.2 % che è il contributo “una tantum” del programma di incentivi della rottamazione dell’auto e dei bonus fiscali per l’acquisto della prima casa. Questo dato è una stima conservativa. Non si ha ancora il valore definitivo.

Quello che emerge dall’analisi è che senza i fattori una tantum (aiuti statali e re-stoking) l’incremento annualizzato del sarebbe stato dell’ 1.30-1.40%. Un dato incoraggiante (Finalmente positivo dopo molti trimestri negativi) ma non esaltante.

PILUna cosa importante da mettere in risalto è che gli incentivi statali (Di qualsiasi tipo si trattano) non risolvono i problemi. Infatti gli incentivi statali tendono solo a far anticipare i consumi degli anni futuri. Quello che comperi adesso non lo comperi più in futuro.

Nel grafico allegato si vede chiaramente come gli incentivi abbiano un influenza positiva sui consumi immediati ma vadano a deprimere i consumi futuri. Questo fattore si comincerà a notare nella seconda parte del 2010.

Basandosi su quanto detto finora, l’evoluzione più probabile del sarà la seguente.

1) Gli stimoli governativi e il fenomeno del hanno raggiunto il picco massimo nel Q3 e Q4 2009.
2) Nel Q4 2009 si è avuta una buona accelerazione della crescita del PIL. Il picco massimo di crescita del PIL per i prossimi anni è già stato raggiunto in questo trimestre.
3) Nel Q1 2010, la ripresa continuerà ma con un ritmo più blando.
4) Nel prosequio dell’anno 2010 si avrà un progressivo calo del ritmo di crescita
5) Verso la fine del 2010 il PIL potrebbe già essere in affanno un’altra volta. Nella seconda parte del 2010 infatti, o l’economia sarà perfettamente in salute da poter camminare e crescere con le proprie gambe, o si avranno alcuni trimestri veramente pesanti per il . Infatti l’economia reale per evitare un’altra recessione dovrà crescere molto di più del normale per equilibrare non solo l’assenza degli stimoli ma anche il loro effetto “deprimente a posteriori”.

Visto che il tasso di disoccupazione rimarrà a valori altissimi per tutto il 2010, che il sistema finanziario rimarrà “fragile” per molto tempo e che il mercato immobiliare rimarra ancora a lungo in apnea, si può affermare che il 2010 sarà senz’altro un anno “interessante” per capire quanto in profondità la crisi abbia “ferito” lo stato americano.

Le opzioni a disposizioni sono solo due:

1) La ripresa, per ora solo “tecnica”, si trasformerà ben presto in “vera” ripresa. La locomotiva americana ricomincerà a marciare a ritmi sostenuti come ai bei tempi, gli americani cominceranno a consumare come e più di prima e tutti archivieranno ben presto la crisi del 2008 come incidente di percorso. Tutti salvi…Il lungo “sogno americano” potrà continuare ancora per qualche anno. Questo è ciò che tutti si augurano.

2) In caso contrario, se la ripresa rimarrà esclusivamente tecnica, ben presto gli USA si ritroveremo ancora in recessione (PIL con crescita negativa) e allora tutti cominceranno a parlare di “”. Infatti per sostenere la crescita del PIL a fine 2010 servirà qualcosa di più di una ripresa “lenta” e stentata…servirà un America al meglio della forma.

vergot

Vergot

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