Le onde di Elliott. Parte II
I modelli base
Elliott iniziò i suoi studi osservando che in un periodo di ottanta anni il mercato aveva sempre mostrato la tendenza a muoversi al rialzo in una serie di cinque onde e quindi a declinare in una serie di tre onde.
Egli ne dedusse che il mercato azionario si sviluppa secondo un andamento fisso, fatto da cinque onde al rialzo e tre al ribasso, che formano complessivamente un ciclo completo di otto onde (fig. 1).
Figura 1

All’interno di ogni ciclo, le onde 1, 3 e 5 sono di impulso, mentre la 2 e la 4 sono di correzione.
La sequenza a-b-c è di correzione del movimento 1-5.
Al suo interno le onde a e c sono di impulso, la b di correzione.
Un’onda al rialzo e una al ribasso formano un ciclo intermedio.
Un ciclo intermedio può a sua volta essere suddiviso in otto onde, di cui cinque compongono la fase di impulso e tre quella di correzione.
Il ciclo di otto onde può essere espanso in quello di 34 (5-3-5-3-5-5-3-5), di cui 21 al rialzo e 13 al ribasso (fig.2), il quale a sua volta genera quello di 144 (89 al rialzo e 55 al ribasso), e così via.
Alla fine di ogni ciclo se ne sviluppa un altro del tutto simile.
Elliott ammise l’utilità concreta di soli nove cicli, dal Grand Super Cycle al Sub Minuette, della durata di alcune ore anche all’interno della stessa seduta borsistica, (passando per SuperCycle, Cycle, Primary, Intermediate, Minor, Minute, Minuette).
Un primo metodo per capire se una fase di mercato in rialzo è di impulso (ovvero il trend sottostante è rialzista) o di correzione (trend sottostante ribassista) è quindi cercare minimi e massimi significativi e contare le onde.
Una regola importante da tenere sempre presente è infatti che una correzione non può avere mai luogo in cinque onde.
La precisa identificazione del grado delle onde è uno dei problemi fondamentali degli Elliottiani.
Specialmente all’inizio di una nuova onda, può essere difficile decidere di che grado siano le suddivisioni minori.
Fortunatamente quello che interessa non è tanto l’identificazione esatta del grado, quanto il grado relativo.
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Vorrei dedicare questo articolo ed i prossimi ad una persona speciale, molto vicina a me, la quale ha un rapporto particolarmente ’intimo’ con le onde, e che mi ha stimolato a riprendere gli studi da me interrotti da oltre un decennio. Studi che non avevano portato risultati ’significativi’, ma lei è stata in grado di farmi osservare tali fenomenologie, da una prospettiva di visione e di ‘osservazione’ diversa. La ringrazio di cuore per avermi dato la possibilità di ‘approcciare’ nuovamente tali studi che ‘ottimizzati’, porteranno ad una ‘vision’ dei mercati sempre piu’ ampia.
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