I Cicli e l’analisi Ciclica – Parte 2
L'unità ciclica di base è il tracy (tra: trading + cy: cycle). Da qui si parte a definire multipli e sottomultipli
Come abbiamo anticipato nella prima parte dell’articolo, le radici dell’analisi ciclica sono molto antiche e molti illustri analisti si sono cimentati nello studio dei cicli e nella ricerca delle regole che “governano” i cicli.
Più recentemente in Italia questa tecnica è stata studiata e codificata dall’ Ing. Migliorino, dal quale “prenderemo a prestito” i concetti di base per introdurre l’analisi ciclica.
Come abbiamo già accennato l’entità ciclo è definibile tramite un periodo ed una ampiezza:
- Il periodo misura la durata del ciclo e si definisce come la distanza fra il minimo di partenza ed il minimo di arrivo che determinano i punti estremi del ciclo in oggetto.
- L’ampiezza misura la variazione di prezzo al suo interno e si definisce come la variazione a cui i prezzi sono sottoposti all’interno del periodo.
E’ abbastanza chiaro come una funzione del piano cartesiano con il tempo in ascissa ed il prezzo in ordinata possa ben rappresentare la funzione ciclo: tale funzione è una funzione prezzo/tempo ed è importante sottolineare come solo analizzando entrambe le grandezze si possa definire il ciclo.
Un esempio di funzione tempo/prezzo è mostrata nella figura a fianco.
Questo concetto sarà più chiaro in seguito, ma banalizzando non sarà mai possibile identificare un ciclo di un certo ordine solo perché dal minimo di partenza sono passate le ore che mediamente caratterizzano il periodo di quel ciclo senza analizzare la strada percorsa dai prezzi e quindi il rapporto tempo/prezzo.
A livello di terminologia adotteremo quella introdotta dall’Ing. Migliorino che identificò come unità ciclica di base il tracy (tra: trading + cy: cycle) e di qui partì a definire multipli e sottomultipli: è chiaro che questo approccio ortodosso si basa esclusivamente sulla durata temporale dei cicli, ma è un buon punto di base per chiarire i concetti di fondo e rendere più chiare le successive varianti.
A conclusione di questo primo intervento, un breve excursus sugli strumenti che utilizzeremo per studiare i cicli.
Alla base di tutti i nostri studi sui cicli ci saranno sempre:
- Le medie mobili semplici di periodo rappresentativo del ciclo
- Le medie mobili centrate a formare i canali di oscillazione
- Le velocità centrate ad indicarci la formazione del minimo e del massimo ciclico di prezzi e volumi
- L’RSI e l’indicatore di Williams a compendio per confermare i segnali delle medie mobili
- Il famoso Battleplan che ci permette di definire le strategie ed ipotizzare gli scenari.
Da questa infarinatura partiremo per un percorso che spero risulti interessante per tutti coloro che avranno voglia di cimentarvisi; la speranza è di essere in molti a confrontarsi su questa affascinante tecnica.
Alla prossima
Albymar – Collaboratore del Forum di CSI Finanza
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Tags: Analisi Ciclica, Analisi Tecnica, Cicli di borsa, Gann, Hurst, Migliorino, Trading School
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4 novembre 2010 alle 18:22
..bellissimo..era tanto che speravo che qualche anima pia spiegasse i cicli..grazie mille
4 novembre 2010 alle 19:21
Mi associo al commento di Marianna: sono avido di informazioni sull’analisi ciclica
Grazie per gli articoli, spero che il corso andrà avanti! Buon lavoro!
4 novembre 2010 alle 19:36
State tranquilli ragazzi. La prossima settimana arriverà la 3° parte.
Ciao
Nicola/Vergot
7 aprile 2012 alle 10:39
Ottimo, ma le formule per prolungare il ciclo come si ottengono su excel?
potresti pubblicare anche un bel foglio excel con i principali cicli?
grazie e complimenti
Stef
25 luglio 2012 alle 21:49
SArebbe possibile avere dei file excel con i calcoli necessari per iniziare subito a vedere i cicli e studiarne i comportamenti? dove posso traovere, eventualmente, le formule per costruirmi dei file excel idonei all’analisi ciclica?
grazie